Energie rinnovabili, l’esempio di San Marino

Mentre in Italia si discute a cosa accadrà agli incentivi per le energie rinnovabili a partire dalla seconda metà del 2013, San Marino ha scelto di puntare con forza e continuità sugli impieghi in eco-energie, incrementando gli incentivi e allargando – nel contempo – il plafond relativo agli impianti che potranno beneficiare del locale Conto Energia per gli anni 2013, 2014 e 2015. Il Consiglio sanmarinese ha infatti ratificato il decreto delegato che, oltre a revisionare l’ultima legge che si è occupata della materia (nel “lontano” 2008), ha anche migliorato il sistema degli incentivi, incrementando i contributi statali a fondo perduto che erano stati previsti in precedenza. Particolare attenzione è stata riposta sul segmento fotovoltaico, visto e considerato che è stata razionalizzata e semplificata la procedura per il riconoscimento delle opportune agevolazioni, elevando contemporaneamente il tetto degli impianti che potranno beneficiare del conto energia, cercando in tal modo di spingere le imprese sanmarinesi a installare impianti che possano essere alimentati da fonti rinnovabili, riducendo i consumi di energia, tagliando le emissioni inquinanti e agevolando gli interventi di riqualificazione edilizia ed impiantistica degli immobili esistenti. Con le innovazioni contenute nel decreto il Consiglio auspica di poter migliorare l’efficienza energetica del patrimonio immobiliare, sostenendo nel tempo stesso il comparto edile, per poter creare nuove opportunità di lavoro, “nella consapevolezza che una convinta azione di risparmio energetico non possa che passare attraverso un sensibile miglioramento del patrimonio edilizio. Gli incentivi in conto interessi” – si legge in una nota a margine della seduta del Consiglio locale – “si aggiungono, inoltre, al sistema di deduzioni fiscali introdotto già dal settembre 2009, dando la...

Conto Energia 2010: le novità

Il cosiddetto “Conto Energia” è un sitema che propone degli incentivi mirato alla produzione di energia elettrica mediante l’uso di fonti rinnovabili; questi contributi sono assegnati ai proprietari degli impianti, per l’energia prodotta con i pannelli fotovoltaici, che la possono vendere al gestore della rete elettrica nazionale. Probabilmente, e ce lo auguriamo, l’Italia potrebbe avere imboccato la strada giusta per iniziare a sfruttare l”energia del sole, gratuita e pulita, abbondante nel nostro paese. Questa seconda fase del conto energia che fu lanciato nel 2005, ma che poi è stato poco sfruttato nella realtà delle cose, vede rinnovarsi il grande interesse di aziende e privati che desiderano poter installare impianti per la produzione di energia elettrica e rivenderne le eccedenze, i piccoli produttori nella fattispecie, saranno premiati più dei grandi con tariffe più remunerative. I soldi necessari al pagamento di questo bonus, sono (naturalmente) sempre pagati dagli utenti che, già dall’anno 1992, pagano in bolletta una quota del 5%, destinata appunto a finanziare le energie rinnovabili, poi vedremo che nel concreto quasi solamente le fonti di energia assimiliate (impianti che sono alimentati da fumi di scarico, scarti di lavorazione o fonti fossili da giacimenti minori) sono quelle che ne hanno poi beneficiato di questo. Se pensiamo che solamente 6 miliardi di Euro del totale di 30 miliardi di Euro che gli utenti hanno pagato come sovrapprezzo in bolletta, sono realmente andati a finanziare energie pulite, vediamo che c’è ancora tanto da fare per indirizzare queste risorse verso tipi di energia REALMENTE pulita e a inquinamento zero. L’obbiettivo ambizioso di questa seconda fase del conto energia, è di poter raggiungere la...